17 Set Le emozioni ai tempi del Covid-19
Potresti esserti sentito isolato o abbandonato, aver avvertito solitudine, anche profonda, irritabilità o confusione, ansia e pensieri ricorrenti che non sei riuscito a fermare.
Queste reazioni sono il modo attraverso cui la tua mente ha reagito allo stress. Se legate al momento dell’emergenza, sono una risposta molto comune e in dosi contenute risultano anche molto utili nelle fasi successive: ad esempio hai mai fatto caso che l’emozione della paura è fondamentale per la specie umana, per la tua stessa difesa e sopravvivenza? Se non la provassimo non riusciremmo a metterci in salvo dai rischi e senza un minimo di paura, probabilmente non continueremmo a seguire le indicazioni sanitarie. Magari sarà capitato anche a te all’inizio dell’emergenza di sottovalutare il virus o avrai visto alcune persone non attivarsi per niente anche di fronte alle indicazioni sanitarie prescrittive, mettendo in pericolo se stessi, i propri familiari, la propria comunità.
Una limitata dose di paura e allerta sono necessarie per potersi attivare senza perdere di lucidità. Seguire le poche ma preziose indicazioni delle autorità sanitarie richiede un minimo di attivazione e il limite fra una funzionale attivazione (eustress o stress positivo) e un eccesso di allerta con comportamenti poco lucidi e controproducenti (distress o stress negativo) a volte è molto sottile.
Chi non ricorda alcune reazioni disorganizzate collettive scatenate dal contagio della paura? Quegli affollamenti ai supermercati per rifornirsi ossessivamente di scorte alimentari che ha portato a concentrare parecchie persone in spazi chiusi (comportamento altamente pericoloso) negando così gli alimenti di prima necessità agli altri; lo scappare dalle città, di notte (corsa all’ultimo treno) altro esempio di comportamento disorganizzato, irrazionale e controproducente (per la circolazione indiscriminata del virus).
La seguente immagine (Stress Performance Connection) può chiarire la curva dello stress e la differenza tra aspetti positivi e negativi.

Quando chiedere una consulenza psicologica?
Quando potrebbe essere utile chiedere una consulenza psicologica?
La Paura può diventare Panico e manifestarsi come ansia generalizzata, per cui un pericolo limitato e contenuto (esempio il pericolo del contagio) viene generalizzato percependo ogni situazione come rischiosa ed allarmante.
La Paura può prendere la forma dell’ipocondria, intesa come eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute percependo ogni minimo sintomo come un segnale inequivocabile di malattia (esempio l’infezione da Coronavirus).
Hai notato di non riuscire più a tornare ad una routine di vita normale? Ti rendi conto che stai vivendo una vita ristretta a causa dell’evitamento per non ammalarti e che i tuoi cari sono preoccupati per te? Soffri di attacchi di panico?
Oppure potresti riconoscerti nei seguenti segnali, legati proprio allo stress protratto:
- Disturbi del sonno
- Difficoltà di concentrazione
- Difficoltà di memoria (fissazione nuovi concetti/rievocazione)
- Addiction (abuso e/o aumento di fumo, alcool, droghe, iper-lavoro, gioco d’azzardo, anche on-line, shopping compulsivo, sex-addiction)
- Affaticamento, mancanza di energia
- Irritabilità/irrequietezza
- Isolamento/chiusura
Come la psicoterapia può aiutarti?
In che modo la psicoterapia potrebbe aiutarti?
Se ti sei identificato in alcuni aspetti che ho trattato, se sei in una situazione di sofferenza, non esitare a prenderti cura di te, lo stress prolungato può darti degli effetti a lungo termine negativi sull’umore, sulla voglia di fare, sul sistema immunitario, ma anche sulle tue relazioni interpersonali e farti vivere male gli affetti più profondi, aumentando il senso di solitudine e di angoscia esistenziale.
Prendersi cura di sé
Prendersi cura di sé tramite un approccio mirato, frutto di anni di esperienza e affinato nel periodo del lockdown con l’obiettivo di ritrovare stabilità emotiva, per contenere l’ansia, rielaborare i blocchi emotivi presenti e/o riattivati dal Covid-19, far emergere e sostenere le proprie risorse positive.
Come?
Attraverso la validazione emotiva, tramite esercizi corporei e immaginativi, l’utilizzo della mindfulness nel qui-ed-ora, il rilassamento, il lavoro con le Parti della Personalità che ostacolano il tuo riequilibrio psichico, le tecniche EMDR.